Pollio Team
Felice – 6.5: sta pian piano ritrovando la forma mostrata nel corso dello storico “Ciclo Pollio” (2005-2007). Fastidioso ed onnipresente come la febbre suina, è un ragazzo a cui di certo non manca il carattere. Is back.
Massimo – 6.5: risponde, con una prova più che sufficiente, a qualche facinoroso che lo aveva aspramente criticato durante la seduta d’allenamento settimanale. Non è ancora il Massimo devastante d’un tempo ma è efficace quanto basta. Poi negli spogliatoi si sofferma ad ispezionare gli attributi deiani. Voyeuristico.
Stefano – 7.5: il migliore. Osa lì dove anche la geometria piana ha fallito; trova angoli, diagonali e verticalizzazioni sconosciute ai più. Il calcio è una scienza esatta? Chiedetelo a Stefano. Pitagorico.
Omar – 7: compie l’iter inverso del Massaro forgiato da Sacchi. Passa da terzino ad attaccante puro senza batter ciglio e non fa rimpiangere l’assenza di Nello. Eclettico.
Ciro – 6: il pasticcio finale macchia l’ottima performance del pilastro anglosassone. Ma il talento non manca, e la convocazione, giunta in serata direttamente da don Fabio Capello, ne è la conferma. Ritrovato.
Piero – 7: motorino inesauribile. Corre avanti ed indietro come un pendolare newyorkese. Col tempo si sta ritagliando un posto di riguardo nella gestione Pollio. Indispensabile.
Deia
Paolo – 7: si inserisce con intelligenza negli ingranaggi deiani e sembra trovarsi a meraviglia con i nuovi compagni. Il tulipano dagli occhi di ghiaccio gestisce ogni pallone con calma olimpica. Serafico.
Alduccio – 6.5: pioniere del fraseggio stretto, sconta la prestazione crepuscolare del “gemello” di sortita Giovannino. Suona la carica fino al fischio finale aizzando i colleghi ad andare giù duro. El Mariachi.
Christian – 6: cammina col freno a mano tirato. Non confessa all’allenatore l’intenzione di giocare anche la partita successiva (00.00 – 01.00) e la squadra, docciata ed indispettita, lo becca da bordo campo. Enigmatico.
Sergio – 6.5: accantonato il medioevo gigginiano, fatto di insulti e vituperi ai limiti dello stalking, l’off-shore di Via dei Platani trasmette serenità al resto del battaglione. Umile come sempre.
Giovannino – 6: partenza disastrosa; sbaglia tanto, poi con due gol di rapina tiene a galla la compagine dattero-ramata. Intermittente.
Tonino – 6: il Pistorius dei poveri appare spesso spaesato come un Tuareg in una metropoli. Non ha ancora assorbito cattiveria e furbizia: virtù(?) basilari del calcio deiano. Perbenista.
Umiltà di Tonino – 4: suggerisce al padre-padrone di proporsi come punta centrale nell’attacco deiano, poi lo abbandona facendo spazio alla presunzione. Refrattaria.
venerdì 28 agosto 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento