Ecco dove li abbiamo beccati in vacanza...
Felice: è partito per il Burundi dove ha potuto riabbracciare il cervello, emigrato dalla sua testa 20 anni fa.
Ciccio: depresso per le recenti prestazioni di Tonino, il talent scout platanese ha visitato gli anfratti liguri per scovare un degno sostituto dell’ala santanellese. Ebbene…lui si chiama Skizzo: è un fantastico delfino di 2 metri e mezzo, in forza all’Acquario di Genova.
Omar: secondo la CIA (Caruotto Intelligence Agency), il terzino di ferro è stato pizzicato ad Islamabad per una visita lampo da suo cugino: tale Osama Bin Laden.
Alducciello: ha trascorso le vacanze estive, in compagnia della sua Fiat 500, da “Giggino il meccanico”, noto residence sotterraneo. Specialità della casa: manicotti alla puttanesca.
Piero: amante del jogging avveniristico, è uscito una mattina di Luglio per una corsetta defaticante; ammaliato dal fascino della natura dopo 4 giorni si è ritrovato sotto le Porte di Brandeburgo. A quest’ora si calcola stia valicando gli Urali.
Sergio: volo low cost per Londra dove ha assistito al match amichevole West Ham – Napoli. Annoiato dall’assenza di violenza ha soggiornato 2 mesi nella capitale mischiandosi tra i supporter del Milwall.
Massimo: l’esterno polliano ha optato per un week-end di passione all’interno del Great Museum of Hardcore di Madrid. Si è fatto ritrarre al fianco della sua pornostar preferita Deborah “Deep Throat” Gayle, conosciuta un tempo come Frank “Big Surprise” Donovan.
Tonino: è stato avvistato a San Ciliegio Grande, suggestivo borgo medioevale sito sulle Alpi Orientali. Lì vive l’artigiano Geppetto Frassinger, l’uomo che, ricavando il legno da una quercia secolare, 15 anni fa costruì le gambe di Tonino. Enorme delusione per Geppetto quando ha scoperto che Tonino non si è ancora trasformato in un bambino vero.
Gigino: l’attaccante deiano ha trascorso 7 giorni in Tibet in compagnia di alcuni monaci Shaolin ed ha frequentato il master avanzato per il “Raggiungimento della pace interiore”, purtroppo interrotto dopo che il monaco Kim Du Kik ha tentato di aggredirlo.
Stefano: 5 giorni ad Atlanta, Georgia. Si narra che una volta sceso dell’aereo, Stefano, aggrottando la fronte, abbia dichiarato: “Ah e questa sarebbe la famosa città sommersa!?”
Giovannino: tramontato il sogno di un tour in Belgio alla ricerca dell’elisir “d’eterna lunghezza”, Giovannino ha affermato di investire lo stipendio nella prossima Spring Break di marzo. E’ stato impossibili fargli capire che tale usanza in Italia non esiste.
Ciro: tornato alla natia(?) Dover, ha trascorso un mese nel lussuoso cottage dei suoi familiari, a picco sulle bianche scogliere. Dopo il passaggio dell’uragano James, Ciro si è risvegliato a Parigi.
Roeland: lui ha trascorso le vacanze a Napoli, il suo pene in Sardegna.
domenica 30 agosto 2009
venerdì 28 agosto 2009
Pollio team - Deia: 4 - 3
Pollio Team
Felice – 6.5: sta pian piano ritrovando la forma mostrata nel corso dello storico “Ciclo Pollio” (2005-2007). Fastidioso ed onnipresente come la febbre suina, è un ragazzo a cui di certo non manca il carattere. Is back.
Massimo – 6.5: risponde, con una prova più che sufficiente, a qualche facinoroso che lo aveva aspramente criticato durante la seduta d’allenamento settimanale. Non è ancora il Massimo devastante d’un tempo ma è efficace quanto basta. Poi negli spogliatoi si sofferma ad ispezionare gli attributi deiani. Voyeuristico.
Stefano – 7.5: il migliore. Osa lì dove anche la geometria piana ha fallito; trova angoli, diagonali e verticalizzazioni sconosciute ai più. Il calcio è una scienza esatta? Chiedetelo a Stefano. Pitagorico.
Omar – 7: compie l’iter inverso del Massaro forgiato da Sacchi. Passa da terzino ad attaccante puro senza batter ciglio e non fa rimpiangere l’assenza di Nello. Eclettico.
Ciro – 6: il pasticcio finale macchia l’ottima performance del pilastro anglosassone. Ma il talento non manca, e la convocazione, giunta in serata direttamente da don Fabio Capello, ne è la conferma. Ritrovato.
Piero – 7: motorino inesauribile. Corre avanti ed indietro come un pendolare newyorkese. Col tempo si sta ritagliando un posto di riguardo nella gestione Pollio. Indispensabile.
Deia
Paolo – 7: si inserisce con intelligenza negli ingranaggi deiani e sembra trovarsi a meraviglia con i nuovi compagni. Il tulipano dagli occhi di ghiaccio gestisce ogni pallone con calma olimpica. Serafico.
Alduccio – 6.5: pioniere del fraseggio stretto, sconta la prestazione crepuscolare del “gemello” di sortita Giovannino. Suona la carica fino al fischio finale aizzando i colleghi ad andare giù duro. El Mariachi.
Christian – 6: cammina col freno a mano tirato. Non confessa all’allenatore l’intenzione di giocare anche la partita successiva (00.00 – 01.00) e la squadra, docciata ed indispettita, lo becca da bordo campo. Enigmatico.
Sergio – 6.5: accantonato il medioevo gigginiano, fatto di insulti e vituperi ai limiti dello stalking, l’off-shore di Via dei Platani trasmette serenità al resto del battaglione. Umile come sempre.
Giovannino – 6: partenza disastrosa; sbaglia tanto, poi con due gol di rapina tiene a galla la compagine dattero-ramata. Intermittente.
Tonino – 6: il Pistorius dei poveri appare spesso spaesato come un Tuareg in una metropoli. Non ha ancora assorbito cattiveria e furbizia: virtù(?) basilari del calcio deiano. Perbenista.
Umiltà di Tonino – 4: suggerisce al padre-padrone di proporsi come punta centrale nell’attacco deiano, poi lo abbandona facendo spazio alla presunzione. Refrattaria.
Felice – 6.5: sta pian piano ritrovando la forma mostrata nel corso dello storico “Ciclo Pollio” (2005-2007). Fastidioso ed onnipresente come la febbre suina, è un ragazzo a cui di certo non manca il carattere. Is back.
Massimo – 6.5: risponde, con una prova più che sufficiente, a qualche facinoroso che lo aveva aspramente criticato durante la seduta d’allenamento settimanale. Non è ancora il Massimo devastante d’un tempo ma è efficace quanto basta. Poi negli spogliatoi si sofferma ad ispezionare gli attributi deiani. Voyeuristico.
Stefano – 7.5: il migliore. Osa lì dove anche la geometria piana ha fallito; trova angoli, diagonali e verticalizzazioni sconosciute ai più. Il calcio è una scienza esatta? Chiedetelo a Stefano. Pitagorico.
Omar – 7: compie l’iter inverso del Massaro forgiato da Sacchi. Passa da terzino ad attaccante puro senza batter ciglio e non fa rimpiangere l’assenza di Nello. Eclettico.
Ciro – 6: il pasticcio finale macchia l’ottima performance del pilastro anglosassone. Ma il talento non manca, e la convocazione, giunta in serata direttamente da don Fabio Capello, ne è la conferma. Ritrovato.
Piero – 7: motorino inesauribile. Corre avanti ed indietro come un pendolare newyorkese. Col tempo si sta ritagliando un posto di riguardo nella gestione Pollio. Indispensabile.
Deia
Paolo – 7: si inserisce con intelligenza negli ingranaggi deiani e sembra trovarsi a meraviglia con i nuovi compagni. Il tulipano dagli occhi di ghiaccio gestisce ogni pallone con calma olimpica. Serafico.
Alduccio – 6.5: pioniere del fraseggio stretto, sconta la prestazione crepuscolare del “gemello” di sortita Giovannino. Suona la carica fino al fischio finale aizzando i colleghi ad andare giù duro. El Mariachi.
Christian – 6: cammina col freno a mano tirato. Non confessa all’allenatore l’intenzione di giocare anche la partita successiva (00.00 – 01.00) e la squadra, docciata ed indispettita, lo becca da bordo campo. Enigmatico.
Sergio – 6.5: accantonato il medioevo gigginiano, fatto di insulti e vituperi ai limiti dello stalking, l’off-shore di Via dei Platani trasmette serenità al resto del battaglione. Umile come sempre.
Giovannino – 6: partenza disastrosa; sbaglia tanto, poi con due gol di rapina tiene a galla la compagine dattero-ramata. Intermittente.
Tonino – 6: il Pistorius dei poveri appare spesso spaesato come un Tuareg in una metropoli. Non ha ancora assorbito cattiveria e furbizia: virtù(?) basilari del calcio deiano. Perbenista.
Umiltà di Tonino – 4: suggerisce al padre-padrone di proporsi come punta centrale nell’attacco deiano, poi lo abbandona facendo spazio alla presunzione. Refrattaria.
domenica 23 agosto 2009
Aniello - Giggino: si può fare
Il punto sul mercato. Sono ore decisive queste per portare il bomber Aniello Da Silva alla Deia s.n.c. Il procuratore dell’attaccante uruguagio è sbarcato stamane a Piano Gentile per trattare direttamente con il magnate Dos Santos, disposto a versare nelle casse dei Sant’Agnello Metrostars 2 milioni di euro più un bonus di 500mila euro in caso di qualificazione alla prossima Cota Cup. Il giocatore sembra entusiasta della nuova casacca ed ha confermato la disponibilità per un’eventuale riduzione dell’ingaggio. A congelare l’affare ci sarebbe però il mancato trasferimento di Giggino: tra la Deia ed il Real Santa Lucia, che da un anno è sulle sue tracce, manca l’accordo a causa di un gap di 150mila tra domanda ed offerta. Il passaggio non dovrebbe essere un problema perché la frattura (dopo gli innumerevoli forfait dovuti a matrimoni, comunioni, battesimi ed esami) tra Giggino e la Deia è incolmabile e Dos Santos asseconderà probabilmente le richieste del Real Santa Lucia per non creare malumori all’interno dello spogliatoio dattero-ramato. L’esterno Tonino Esposito ha intanto rinnovato il proprio contratto con la Deia fino al 2012 rifiutando l’offerta della Fiat che lo aveva opzionato come Omino dei Crash Test per la prossima stagione della Campagna sulla Sicurezza Stradale promossa dall’azienda automobilistica italiana. Luci ed ombre in casa Pollio: il prestito a titolo gratuito di Felice al Pollio Team potrebbe prolungarsi fino al 15 settembre; ipotesi confermata da un draconiano diktat del d.s., dei Bruges Galaxy, Samuel Twentysix: “Tenetevelo pure, anzi se devo pagare io per farlo restare in Italia non fate complimenti!”. Pace fatta tra Pollio Team e Stefano dopo la noche brava di due settimane orsono. Il capitano ha giurato amore eterno alla sua squadra dichiarando di aver respinto un’offerta faraonica dell’Inter di Mourinho, in cerca di un talentuoso trequartista. Situazione ben diversa per quanto riguarda il caso Omar: il terzino goleador è in rotta con l’entourage polliano e le sedute d’allenamento snobbate sono un chiaro segnale per una cessione lampo entro la chiusura del mercato estivo. Per Omar due ipotesi suggestive: il Deportivo B&B ha offerto 70mila euro più colazione a buffet a vita, mentre la stessa Deia non ha nascosto l’interessamento nei riguardi del giocatore, di chiare origini afghane, facendo recapitare a casa di quest’ultimo un cesto zeppo di Roccocò.
giovedì 20 agosto 2009
Deia - Pollio team: 8 - 2
Pollio Team
Stefano – 6.5: regge il gonfalone dell’orgoglio nella Waterloo polliana. Dai piedi del capitano coraggioso nascono i pochi sprazzi di bel gioco in un calvario per stomaci forti. Dignitoso.
Massimo – 5.5: da annotare alcuni tentativi da distanza siderale, poi il vuoto pneumatico. Tutti si domandano dove sia finito il Massimo della “belle époque”, nessuno se ne può fregar di meno della risposta. Invisibile.
Paolo – 6: l’olandese volante mette ordine tra le maglie della retroguardia polliana. Salva il salvabile ma le furie rosse spuntano da ogni dove come satiri danzanti. Ferreo.
Nello (dif) – 5: stecca anche le giocate da abbecedario, trascinando con sé civili innocenti in un cataclisma a tinte pompeiane. Macabro.
Felice – 5.5: le sirene belghe gravano sulla prestazione deprecabile del terzinaccio gentiluomo. La pulce del Casarmone timbra comunque il cartellino sulle caviglie deiane, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Diafano.
Nello (att) – 5.5: giornata di sciopero per il caterpillar da cantiere. Qualche giocata ottima, eppure dimostra ancora una volta il suo rapporto morboso con il pallone, cincischiando e calamitandosi ad esso come un possessivo fidanzatino. Vanaglorioso.
Deia
Aniello – 9: il neoacquisto deiano illumina la mesta notte santanellese; si inserisce immediatamente nei collaudati meccanismi del team di Via Cavoniello ed incanta nascondendo la palla come un mago vittoriano. Prestigioso.
Ciccio – 7.5: ennesimo capolavoro da incorniciare per il Tintoretto della costiera. Da condannare al contempo il gesto polemico, a mani convesse, nei confronti di alcuni tifosi che lo avevano contestato dopo il forfait di martedì scorso. Ma la classe non si discute. Genialmente sregolato.
Aldo – 7: gli affidano le chiavi del caveau difensivo e lui lo sigilla con encomiabile abnegazione. Non disdegna memorabili scampagnate nella tundra polliana, razziando a piene mani. Pathfinder.
Giovannino – 7: l’alchimista di Pioppaino non sbalordisce, ma da sfoggio di una condizione atletica da fondista. La maglia deiana è il suo vello di Giasone. Epico.
Sergio – 7: partita sorniona per il genio di Caruotto Vecchia. Comincia in sordina poi abbatte gli avversari oramai sfiniti in una corrida da lemilleeunanotte. Torero.
Tonino – 7: l’ex pivot dei Sorrento Buccaneers realizza un gol di rara potenza mandando in visibilio i due spettatori presenti. L’ouverture fa ben sperare ma l’umiltà cede il passo a vezzi da inguaribile spaccone. Cercasi disperatamente umiltà. Guapo.
All. Antonella-Valeria – 8: torna il tandem dei miracoli. Spesso arginate dal quarto uomo, dispensano preziosi consigli; poi fiutando il collasso polliano si distraggono trasformando la corvè settimanale in una rilassante passeggiata da promenade. Taumaturgiche.
Stefano – 6.5: regge il gonfalone dell’orgoglio nella Waterloo polliana. Dai piedi del capitano coraggioso nascono i pochi sprazzi di bel gioco in un calvario per stomaci forti. Dignitoso.
Massimo – 5.5: da annotare alcuni tentativi da distanza siderale, poi il vuoto pneumatico. Tutti si domandano dove sia finito il Massimo della “belle époque”, nessuno se ne può fregar di meno della risposta. Invisibile.
Paolo – 6: l’olandese volante mette ordine tra le maglie della retroguardia polliana. Salva il salvabile ma le furie rosse spuntano da ogni dove come satiri danzanti. Ferreo.
Nello (dif) – 5: stecca anche le giocate da abbecedario, trascinando con sé civili innocenti in un cataclisma a tinte pompeiane. Macabro.
Felice – 5.5: le sirene belghe gravano sulla prestazione deprecabile del terzinaccio gentiluomo. La pulce del Casarmone timbra comunque il cartellino sulle caviglie deiane, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Diafano.
Nello (att) – 5.5: giornata di sciopero per il caterpillar da cantiere. Qualche giocata ottima, eppure dimostra ancora una volta il suo rapporto morboso con il pallone, cincischiando e calamitandosi ad esso come un possessivo fidanzatino. Vanaglorioso.
Deia
Aniello – 9: il neoacquisto deiano illumina la mesta notte santanellese; si inserisce immediatamente nei collaudati meccanismi del team di Via Cavoniello ed incanta nascondendo la palla come un mago vittoriano. Prestigioso.
Ciccio – 7.5: ennesimo capolavoro da incorniciare per il Tintoretto della costiera. Da condannare al contempo il gesto polemico, a mani convesse, nei confronti di alcuni tifosi che lo avevano contestato dopo il forfait di martedì scorso. Ma la classe non si discute. Genialmente sregolato.
Aldo – 7: gli affidano le chiavi del caveau difensivo e lui lo sigilla con encomiabile abnegazione. Non disdegna memorabili scampagnate nella tundra polliana, razziando a piene mani. Pathfinder.
Giovannino – 7: l’alchimista di Pioppaino non sbalordisce, ma da sfoggio di una condizione atletica da fondista. La maglia deiana è il suo vello di Giasone. Epico.
Sergio – 7: partita sorniona per il genio di Caruotto Vecchia. Comincia in sordina poi abbatte gli avversari oramai sfiniti in una corrida da lemilleeunanotte. Torero.
Tonino – 7: l’ex pivot dei Sorrento Buccaneers realizza un gol di rara potenza mandando in visibilio i due spettatori presenti. L’ouverture fa ben sperare ma l’umiltà cede il passo a vezzi da inguaribile spaccone. Cercasi disperatamente umiltà. Guapo.
All. Antonella-Valeria – 8: torna il tandem dei miracoli. Spesso arginate dal quarto uomo, dispensano preziosi consigli; poi fiutando il collasso polliano si distraggono trasformando la corvè settimanale in una rilassante passeggiata da promenade. Taumaturgiche.
giovedì 13 agosto 2009
Pojo Pollio - Deia: 9 - 6
Pojo Pollio
Piero – 6.5: capta l’andazzo del leitmotiv polliano e si adatta con profonda umiltà, risultando decisivo anche tra i pali. Gioca ogni partita come fosse l’ultima. Stoico.
Nello (dif) - 6: toh chi si rivede. Torna in squadra dopo una lunga squalifica dovuta al calcio scommesse. Si limita al compitino. Essenziale.
Stefano - 6: soffre personalmente il refrain del lancio lungo. Spesso estraniato dalla manovra, ma quando tocca la palla sono attimi di incantevole magia. Delizioso.
Nello (att) - 7: scambia i deiani per vietcong e li bombarda sulle note della Cavalcata delle Valchirie. Non si fanno prigionieri. Apocalittico.
Felice – 6: si abbarbica sugli avversari come una famelica zecca tropicale. E non esiste insetticida che possa scacciarlo via. Morboso.
Paolo Crouch – 7.5: quando l’airone spiega le ali, in casa Deia è notte fonda. Altro che Crouch, qui siamo dalle parti del cigno di Utrecht. Devastante.
All. Masi – 7: mette coraggiosamente fuori rosa Massimo e Omar dopo le sibilline dichiarazioni dello scorso giovedì. Schiera con successo il modulo a due punte, poi si assenta totalmente cercando di far colpo su alcune tifose in tribuna. Sgargiante.
Deia s.n.c.
Aldo D’Antuono – 5.5: gol d’antologia. Ma gli effetti della fermentazione intestinale di una Peroni ghiacciata si notano dopo pochi minuti. Sfiatato.
Sergio – 5.5: prestazione in ombra. La dieta mediterranea - pasta asciutta a due ore dal fischio d’inizio – non regala i dovuti vantaggi. Forse la pasta prima di mangiarla andava cucinata…Anemico.
Giovannino – 5.5: tenta invano di trovare la giusta collocazione in campo; quando ci riesce la partita è però finita da un pezzo. Irriconoscibile.
Alducciello - 6: il Maicon di noialtri ara il campo in lungo e in largo. Nella sua zona di giurisdizione arrivano purtroppo pochi palloni giocabili e lui fa quel che può. Evergreen.
Christian – 6.5: il cuore non manca. Brancola nel buio a causa della prestazione obbrobriosa dei suoi compagni. Presente.
Tonino – 5.5: dopo l’exploit sorprendente di appena sette giorni orsono torna su ritmi a lui consoni. Osserva i suoi colleghi affondare con lo stesso sguardo perso del capitano del Titanic. Abborraccione.
All. Antonella – 6.5: giunge allo stadio con uno staff tecnico di prim’ordine. Si fa in quattro per disinnescare l’artiglieria polliana, ma le gambe dei desaparecidos di Via Cavoniello non girano. Professionale.
Piero – 6.5: capta l’andazzo del leitmotiv polliano e si adatta con profonda umiltà, risultando decisivo anche tra i pali. Gioca ogni partita come fosse l’ultima. Stoico.
Nello (dif) - 6: toh chi si rivede. Torna in squadra dopo una lunga squalifica dovuta al calcio scommesse. Si limita al compitino. Essenziale.
Stefano - 6: soffre personalmente il refrain del lancio lungo. Spesso estraniato dalla manovra, ma quando tocca la palla sono attimi di incantevole magia. Delizioso.
Nello (att) - 7: scambia i deiani per vietcong e li bombarda sulle note della Cavalcata delle Valchirie. Non si fanno prigionieri. Apocalittico.
Felice – 6: si abbarbica sugli avversari come una famelica zecca tropicale. E non esiste insetticida che possa scacciarlo via. Morboso.
Paolo Crouch – 7.5: quando l’airone spiega le ali, in casa Deia è notte fonda. Altro che Crouch, qui siamo dalle parti del cigno di Utrecht. Devastante.
All. Masi – 7: mette coraggiosamente fuori rosa Massimo e Omar dopo le sibilline dichiarazioni dello scorso giovedì. Schiera con successo il modulo a due punte, poi si assenta totalmente cercando di far colpo su alcune tifose in tribuna. Sgargiante.
Deia s.n.c.
Aldo D’Antuono – 5.5: gol d’antologia. Ma gli effetti della fermentazione intestinale di una Peroni ghiacciata si notano dopo pochi minuti. Sfiatato.
Sergio – 5.5: prestazione in ombra. La dieta mediterranea - pasta asciutta a due ore dal fischio d’inizio – non regala i dovuti vantaggi. Forse la pasta prima di mangiarla andava cucinata…Anemico.
Giovannino – 5.5: tenta invano di trovare la giusta collocazione in campo; quando ci riesce la partita è però finita da un pezzo. Irriconoscibile.
Alducciello - 6: il Maicon di noialtri ara il campo in lungo e in largo. Nella sua zona di giurisdizione arrivano purtroppo pochi palloni giocabili e lui fa quel che può. Evergreen.
Christian – 6.5: il cuore non manca. Brancola nel buio a causa della prestazione obbrobriosa dei suoi compagni. Presente.
Tonino – 5.5: dopo l’exploit sorprendente di appena sette giorni orsono torna su ritmi a lui consoni. Osserva i suoi colleghi affondare con lo stesso sguardo perso del capitano del Titanic. Abborraccione.
All. Antonella – 6.5: giunge allo stadio con uno staff tecnico di prim’ordine. Si fa in quattro per disinnescare l’artiglieria polliana, ma le gambe dei desaparecidos di Via Cavoniello non girano. Professionale.
domenica 9 agosto 2009
Scandalo a Villa Misirizzi
Mentre nell’arena dello Iommella i calciatori del Pojo Pollio venivano spazzati via dalle raffiche di mistral deiano, il presidente-coach-player Stefano era nel bel mezzo di un festino a luci rosse, tenutosi a Villa Misirizzi, sfarzosa dimora di Felice, anch’esso giocatore polliano. A dare adito ai pettegolezzi da bar sport, già circolanti mercoledì scorso, sono state alcune inequivocabili istantanee apparse sul noto tabloid scandalistico “Puttana Eva 300” (da 9 anni al nostro fianco). Le foto, scattate da un paparazzo infiltrato travestitosi da drag queen, hanno già fatto il giro del mondo e lasciano poco spazio all’immaginazione; alcol, fumo e preservativi abbondano come neanche a Woodstock. Si notano tra gli invitati, quasi tutti appartenenti alla jeunesse dorée carottese, diversi personaggi ambigui della movida locale. Inconfondibili l’ermafrodite anglosassone Jimmy Swallow ed il bachelor tricolore AntoNhello Caterpillar. Ma ad inchiodare Stefano e Felice non ci sarebbero soltanto un centinaio di polaroid. Ieri, ai microfoni di Radio Caruotto dello Sport, una rancida entraineuse (rispettosamente non diremo che si chiama Ilyana Svetlova) ha confessato di esser stata presente al party di Villa Misirizzi. L’intervista è durata su per giù 5 ore (equivalenti alla durata del festino), in cui l’ex Miss “Mancanza d’Igiene” 2008 ha svelato particolari compromettenti, parlando di trans, sostanze stupefacenti e mènage contro natura. “Dopo aver avuto un rapporto, tra l’altro per nulla soddisfacente, mi hanno obbligata per 2 ore a giocare alla Play Station senza poter usare i tasti X ed R2”: queste le ultime parole di Ilyana, scoppiata poi in un pianto liberatorio e prontamente soccorsa dal nostro cameraman. Dalle sue dichiarazioni è trapelata, in più, l’ennesima notizia shock, questa non confermata però dal resto degli avventori: il bachelor tricolore Antonhello Caterpillar null’altro era che Nello, attaccante in forza al Pojo Pollio (e tronista di passaggio ad Uomini e Donne), vistosamente truccato. “Lo scandalo di Misirizzi” (così ribattezzato dai quotidiani nazionali) ha sollevato un polverone colossale, abbattutosi direttamente sull’entourage polliano. Omar, visibilmente provato, si è dissociato apertamente nel corso di una conferenza stampa indetta in tempi record dai vertici polliani: “Non capisco questi gesti, sono davvero sconvolto. Noi a sgobbare sul campo, mentre loro s’accoppiavano come dei conigli. Non sono più sicuro se sia giusto continuare qui, la mia fiducia vacilla maledettamente…datemi un po’ di tempo per pensare”. Anche Piero è al vetriolo: “Il mondo del calcio ha bisogno di sani principi, ideali ed eroi in cui identificarsi. I bambini ci guardano. Cosa dirò un giorno a mio figlio? Che il mio allenatore andava a mignotte?”. Laconico, al contrario dei colleghi, Massimo: “Cazzo…che ci voleva a chiamarmi?! Chi se ne frega della partita, io adoro le cose ambigue!” – ed ha poi abbandonato il summit facendo partire un trenino carnevalesco. In mattinata l’ala violenta del tifo polliano ha assaltato il Casarmone chiedendo prima le dimissioni di Stefano e Felice e cagando poi nell’ascensore di quest’ultimo. L’arrivo dei caschi blu e di Felice, paletta Aizamerd alla mano, hanno scongiurato il peggio.
giovedì 6 agosto 2009
Frizzi,lazzi e paparazzi
C'era tutta la Caruotto bene ieri alla presentazione della nuova Deia Soccer. Il patron Dos Santos, come al solito, ha fatto le cose in grande affittando per la serata l'intero peschereccio "Capitone II", un residuato bellico che da anni giaceva semiaffondato nel porto di Torre del Greco; tutta la cerimonia è stata inoltre trasmessa su 'Caruotto Nazione'. Tra gli invitati tutta la Caruotto che conta, guidata da Franco o' ragiuniere; c'era il noto play Peppe o' Verdummar attorniato da bagasce d'oltralpe, e c'era Mimmo o' Gigant', che ha dilettato i presenti spaccando cocomeri con il pollice. Poco più avanti mega tavolone vip con Arcangelo o' Capitan, Pacciani e Reggino:piccola folla radunata per il loro spettacolo di sputo sincronizzato. Su un panchina le vecchie glorie del calcio carottese, da Lucio Iaccarino a Peppe Coppola passando per Francesco o' Trap. Accanto al privee dei fratelli Iozzino imperversava, tacchi altie culo basso, la nota showgirl Lia, detta dai maligni 'a'spaventapasseri', che in tutti i modi cercava di accoppiarsi con i calciatori deiani, finendo poi per ripiegare sullo sfortunato De Martino del Pollio Team. Il magnate Paoluccio, giunto a bordo di una Renault Clio Vintage assieme allo soubrette Svetlana, dava così inizio allo show facendo brillare un filare di scorzette all'arancia, ed calciatori deiani facevani il loro ingresso sulle note di ' Super Santos' del maestro Tony Tammaro. Per primo Giovannino, che sfoggiava un vistoso collo di visone impreziosito da pizzichi di mandorla da 24 carati, seguito da un Aldo in giacca e cravatta Armani, sopra, ed in costume modello 'Vitrione', sotto; subito dopo Sergio, flemmatico nel suo completo verde impreziosito da un dattero da 3 kg appeso alla collanina, ed il fratello Ciccio con il leggendario bermuda russo a vita bassa che lasciava intravedere una mutanda ricca di fantasia; pochi istanti ed ecco Tonino sbalzare dalla sua moto, jeans adolescenziale della 'Federico Moccia Wear' e camicia color Ferrero Rocher. Qualche minuto di ritardo per Giggino, coinvolto in una rissa all'ingresso per aver pesantemente insultato un buttafuori; il bomber deiano arrivava dopo che il noto comico Giuann a' Macchietta aveva completato il suo show e nel bel mezzo del karaoke indetto dall'orchestra Cannavacciuolo,con tutti in piedi a cantare l'inno sociale "Carmè quann' te vec'". Momenti di ilarità durante la tradizionale gara di rutti, dominata da Aldo nonostante le prodezze di Ciccio, e attimi di commozione durante il fimato celebrativo della compagine carottese, a partire dal primo scudetto del 1996. Superata la mezzanotte Svetlana cominciava a chiedere soldi agli astanti, finendo per rivelarsi per ciò che era, una battona procurata a Dos Santos dal losco faccendiere Gennarino. Tra un gag ed un'altra si facevano le ore piccole, e tra i calciatori deiani, ormai sbronzi di finocchietto, si intonavano pesanti cori antipolliani. Terminati i liquori ed i kumqatz del buffè Paoluccio, camicia d'ordinanza fuori dal pantalone di cachemire, decretava il rompete le righe e dava a tutti appuntamento per martedì prossimo. Sempre allo Iommella, ricomincia l'avventura!
Le pagelle: Deia - Pojo Pollio 8-6
Pojo Pollio
Massimo – 5,5: il “killer di mezzanotte” sbriciola caviglie come fossero wafer. Poi i deiani, innervositi, restituiscono con gli interessi. La sua partita si trasforma presto in una lezione di ju-jitsu per principianti. Tritatutto.
Piero – 7: nel vocabolario del terzinaccio gentiluomo sembra non esistere il termine “risparmio”. Corre come un matto trovando sulla strada il rivale Tonino in stato di grazia. Stacanovista.
Omar – 6: prestazione in ombra ma, quando il pacchetto arretrato è prossimo al naufragio, ha il merito di non abbandonare la nave. Visibilmente a disagio quando in coppia con Massimo. Spaesato.
Paolo Crouch – 6,5: 200 cm e non sentirli. Il fenicottero ballerino mette a soqquadro la difesa avversaria, poi i compagni, in debito d’ossigeno, lo abbandonano nella riserva di caccia deiana. Incolpevole.
Valerio – 5,5: gli attaccanti dattero-ramati lo castigano da distanze siderali. Soffre gli imbarazzanti svarioni della linea difensiva macchiandosi di svariati interventi a vuoto. Ha l’umiltà di addossarsi la responsabilità del disastro. Confuso.
Simone – 6: parte bene, poi scompare dalla manovra. Il cuore non manca, ma non basta dinanzi alla prova sontuosa dei ragazzi di via Cavoniello. Generoso.
All. Stefano – s.v.: assente ingiustificato. I giocatori polliani lo aspettano invano e lui non si prende nemmeno la briga di mandare il suo vice Felice. I tifosi invocano a gran voce le sue dimissioni. Disarmante.
Deia s.n.c.
Gigino - 7: a volte si ostina a complicarsi la vita. Ritrova il gol su azione restando il vero punto di riferimento per l’intera squadra. Magnetico.
Ciccio - 7: le luci della ribalta (svariate comparsate in alcuni talk-show locali), dopo il gol di martedì scorso, gravano sulle condizioni fisiche, e si rende autore di un’entrata omicida su Massimo. Nonostante l’affanno il metronomo platanense sa comunque come dettare i tempi. Puntuale.
Sergio - 7: con l’arrivo delle nuove scarpe miracolose sembra Dorothy nel regno di Oz. Ad ogni schiocco dei talloni è pura magia. Incantevole.
Aldo - 7: autore di un gol pesantissimo, in una fase di blackout del gioco deiano. Cerca spesso il fraseggio con Giovannino. In difesa, dopo l’inizio shock, riesce ad ingabbiare l’uccello dalle piume di cristallo. Solido.
Giovannino - 7: gli allenamenti sulle spiagge di Pioppaino gli hanno restituito la forma fisica dei bei tempi andati. Ha inoltre aggiustato la mira realizzando due gol da cineteca. Ammirevole.
Tonino - 9: ecco i frutti del test di Roscharch. Non più macchie amorfi ma un’unica immagine ben delineata: la porta polliana. E lui la centra con un cinismo fin ora sconosciuto. Baldanzoso.
All. Valeria – 7,5: sostituisce l’influenzata Antonella. Ha già il polso del leader, traendo il meglio dal giocatore-boyfriend Esposito. Distratta nel conteggio dei gol. Strategica.
Massimo – 5,5: il “killer di mezzanotte” sbriciola caviglie come fossero wafer. Poi i deiani, innervositi, restituiscono con gli interessi. La sua partita si trasforma presto in una lezione di ju-jitsu per principianti. Tritatutto.
Piero – 7: nel vocabolario del terzinaccio gentiluomo sembra non esistere il termine “risparmio”. Corre come un matto trovando sulla strada il rivale Tonino in stato di grazia. Stacanovista.
Omar – 6: prestazione in ombra ma, quando il pacchetto arretrato è prossimo al naufragio, ha il merito di non abbandonare la nave. Visibilmente a disagio quando in coppia con Massimo. Spaesato.
Paolo Crouch – 6,5: 200 cm e non sentirli. Il fenicottero ballerino mette a soqquadro la difesa avversaria, poi i compagni, in debito d’ossigeno, lo abbandonano nella riserva di caccia deiana. Incolpevole.
Valerio – 5,5: gli attaccanti dattero-ramati lo castigano da distanze siderali. Soffre gli imbarazzanti svarioni della linea difensiva macchiandosi di svariati interventi a vuoto. Ha l’umiltà di addossarsi la responsabilità del disastro. Confuso.
Simone – 6: parte bene, poi scompare dalla manovra. Il cuore non manca, ma non basta dinanzi alla prova sontuosa dei ragazzi di via Cavoniello. Generoso.
All. Stefano – s.v.: assente ingiustificato. I giocatori polliani lo aspettano invano e lui non si prende nemmeno la briga di mandare il suo vice Felice. I tifosi invocano a gran voce le sue dimissioni. Disarmante.
Deia s.n.c.
Gigino - 7: a volte si ostina a complicarsi la vita. Ritrova il gol su azione restando il vero punto di riferimento per l’intera squadra. Magnetico.
Ciccio - 7: le luci della ribalta (svariate comparsate in alcuni talk-show locali), dopo il gol di martedì scorso, gravano sulle condizioni fisiche, e si rende autore di un’entrata omicida su Massimo. Nonostante l’affanno il metronomo platanense sa comunque come dettare i tempi. Puntuale.
Sergio - 7: con l’arrivo delle nuove scarpe miracolose sembra Dorothy nel regno di Oz. Ad ogni schiocco dei talloni è pura magia. Incantevole.
Aldo - 7: autore di un gol pesantissimo, in una fase di blackout del gioco deiano. Cerca spesso il fraseggio con Giovannino. In difesa, dopo l’inizio shock, riesce ad ingabbiare l’uccello dalle piume di cristallo. Solido.
Giovannino - 7: gli allenamenti sulle spiagge di Pioppaino gli hanno restituito la forma fisica dei bei tempi andati. Ha inoltre aggiustato la mira realizzando due gol da cineteca. Ammirevole.
Tonino - 9: ecco i frutti del test di Roscharch. Non più macchie amorfi ma un’unica immagine ben delineata: la porta polliana. E lui la centra con un cinismo fin ora sconosciuto. Baldanzoso.
All. Valeria – 7,5: sostituisce l’influenzata Antonella. Ha già il polso del leader, traendo il meglio dal giocatore-boyfriend Esposito. Distratta nel conteggio dei gol. Strategica.
sabato 1 agosto 2009
Appuntamento con la storia
Il 2009 è l’anno degli anniversari. Seguendo il calendario gregoriano vogliamo ricordare le date più importanti.
4 Febbraio 2004: il tycoon della frutta secca Dos Santos rileva il pacchetto azionario del Babbuccio’s team, prossimo alla messa in mora. Dalle ceneri della squadra di piazza Cota nasce così la Società Calcio Deia. Per celebrare i 5 anni di (già) gloriosa storia Aldo Iaccarino ha mangiato un quaresimale di 10 kg, digerito grazie all’assunzione di un mix di barbiturici nuclearizzati.
12 Marzo 1984: un misterioso cyborg androgino, classe T-1000, spedito indietro nel tempo dal 2015, cerca di impedire la nascita di Felice, futuro leader della “Resistenza contro il regime totalitario belga”. Il piano fallisce miseramente. A 3 mesi di distanza James Cameron scrive la sceneggiatura di Terminator.
28 Agosto 1999: Tonino Esposito, sfogliando accidentalmente un quotidiano sportivo, scopre cosa sia il gioco del calcio. “Ah, te lo giuro, io credevo fosse quello dove si tira la boccia di porcellana sul ghiaccio e degli spazzini cercano di farla arrivare nel cerchio”: rivela Tonino ad un passante che gli aveva semplicemente chiesto l’orario. Gli organizzatori dei Giochi Invernali, traendo spunto dalla “puttanata” dell’Esposito, inventano così il curling.
18 Settembre 2008: a Parigi l’UNESCO dichiara Roeland “Patrimonio comune dell’umanità”. Da 6 mesi è possibile effettuare visite guidate sul suo corpo.
9 Novembre 1989: un giovane Ciccio Gargiulo, dopo aver stoppato col petto un pallone vagante, lascia partire una bordata che fa crollare il muro di Berlino. Cadono così le barriere del comunismo erette dalla Germania Est. Nel giorno del ventennale, la capitale tedesca omaggia il ragazzaccio di Via dei Platani con una partita commemorativa all’Olympiastadion tra “Amici di Ciccio” e “Selezione Birra Heineken”: il ricavato andrà in beneficenza ai parenti delle vittime dell’ultimo Oktoberfest.
4 Febbraio 2004: il tycoon della frutta secca Dos Santos rileva il pacchetto azionario del Babbuccio’s team, prossimo alla messa in mora. Dalle ceneri della squadra di piazza Cota nasce così la Società Calcio Deia. Per celebrare i 5 anni di (già) gloriosa storia Aldo Iaccarino ha mangiato un quaresimale di 10 kg, digerito grazie all’assunzione di un mix di barbiturici nuclearizzati.
12 Marzo 1984: un misterioso cyborg androgino, classe T-1000, spedito indietro nel tempo dal 2015, cerca di impedire la nascita di Felice, futuro leader della “Resistenza contro il regime totalitario belga”. Il piano fallisce miseramente. A 3 mesi di distanza James Cameron scrive la sceneggiatura di Terminator.
28 Agosto 1999: Tonino Esposito, sfogliando accidentalmente un quotidiano sportivo, scopre cosa sia il gioco del calcio. “Ah, te lo giuro, io credevo fosse quello dove si tira la boccia di porcellana sul ghiaccio e degli spazzini cercano di farla arrivare nel cerchio”: rivela Tonino ad un passante che gli aveva semplicemente chiesto l’orario. Gli organizzatori dei Giochi Invernali, traendo spunto dalla “puttanata” dell’Esposito, inventano così il curling.
18 Settembre 2008: a Parigi l’UNESCO dichiara Roeland “Patrimonio comune dell’umanità”. Da 6 mesi è possibile effettuare visite guidate sul suo corpo.
9 Novembre 1989: un giovane Ciccio Gargiulo, dopo aver stoppato col petto un pallone vagante, lascia partire una bordata che fa crollare il muro di Berlino. Cadono così le barriere del comunismo erette dalla Germania Est. Nel giorno del ventennale, la capitale tedesca omaggia il ragazzaccio di Via dei Platani con una partita commemorativa all’Olympiastadion tra “Amici di Ciccio” e “Selezione Birra Heineken”: il ricavato andrà in beneficenza ai parenti delle vittime dell’ultimo Oktoberfest.
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