giovedì 17 dicembre 2009

Deia-Pollio 9-9

Partita d'altri tempi allo Iommella,dopo il nubifragio abbattutosi sulla tranquilla Sant'Agnello per tutta la giornata. Quando ormai sembrava certo il rinvio Ciccio, ricordandosi d'aver un prozio sciamano magrebino, improvvisava una danza del sole, ed uno squarcio tra le nubi, interamente localizzato sullo Iommella, permetteva lo svolgersi dell'incontro. D'altra parte sarebbe stato un vero peccato se la partita non si fosse giocata: una sfida accesa, fisica, e tirata come ai bei tempi, quando la X era risultato prevedibile tra Deia e Pollio. Pareggio dunque, e di quelli che non lasciano rimpianti tra i contendenti: soddisfatti i Polliani, che a dieci dalla fine erano sotto 9-6, ma anche i Deiani, che ai nastri di partenza sembravano nettamente sfavoriti. Infatti Mr. Pollio, con una faraonica campagna acquisti finanziata con la cessione del rene sinistro, portava alla sua corte Giuseppe Cappiello, giocatore di categoria superiore (soprattutto giocatore!) ed ex Scafatese. Ciccio rispondeva con l'ingaggio di D'Antuono, ex giocatore, e con il giallo Davolo: il forte terzinaccio alla vigilia era conteso dalle due compagini, ma poi finiva tra i Deiani. Decisivo Ciccio, che lo preferiva a Cappiello e soprattutto la volontà del giocatore, che al suo procuratore dichiarava 'Voglio solo la Deia'. Tra le fila deiane da segnalare l'ottima prova di Giggino; il bomber deiano, al centro di molte polemiche nelle ultime giornate per presunti comportamenti antisportivi, ha disputato una prova perfetta, all'insegna del sacrificio e del fair play, tant'è che negli spogliatoi si mormorava fosse stato sedato con dell'anestetico per dinosauri. 9-9 allora, e complimenti ai protagonisti.

Deia:
Aniello: 8 Prova da leone per il cecchino deiano, che ritrova la via del gol e la gioia di attaccare. Superati i battibecchi si cerca con Giggino e per gli avversari sono dolori. A tratti incontenibile, a fine gara in un'affollata conferenza stampa gela tutti 'è la mia ultima partita alla Deia'. Ciao Campione
D'Antuono: 7 inizia nervoso e sbaglia appoggi per lui elementari. Vivacchia per parte dell'incontro, poi accellera nel finale. Qual'è il vero D'Antuono? quello che si incamponisce in dribblig contrari alle leggi della fisica o quello che detta con precisione svizzera l'ultimo passaggio? Dr Jekill e Mr Hyde.
Aldo: 8 Agli stolti ed a Mario Sconcerti resteranno in mente i due sfortunati autogol finali. Gli esperti invece avranno annotato l'eurogol in acrobazia che ha sbloccato i deiani. Una gemma dal cilindro che rivitalizza i compagni. Alle illazioni circa un suo imminente trasferimento risponde spintonando compagni ed avversari. Trascinante, una striscia di polvere bianca sul suo colletto fa gridare al dopato; niente paura, è solo una traccia di pizzico di mandorla. Stoico
Ciccio: 8 La sua miglior azione? Non è sul campo, ma quella operata in settimana per catechizzare i propri uomini alla causa deiana. Ottimi risultati, la Deia gioca bene, si diverte e soprattutto fa divertire. Peccato non ci fosse nessuno a guardarla. Capitano.
Simone: 7,5 Con lui in squadra il bomber Raffaele fa molta meno paura. Incisivo e determinato, e pensare che non doveva neanche esserci. Certo per sostituire Esposito bastava un albero di Natale, ma Davolo è molto di più, difende e fluidifica. Che la famiglia deiana si stia allargando?
Giggino: 8,5 Semplicemente non sbaglia niente. Spinge sull'out di sinistra e si beve tanti difensori avversari che alla fine avrà la vescica gonfia. Quando serve è precisissimo al tiro. Si chiama una sola punizione, e per di più c'era. Mezzo voto in più perchè ignora le provocazioni di compagni ed avversari. Che sia sedato con del Valium non importa, ecco il Giggino che vogliamo. Irriconoscibile.

Pojo:

Cappiello: 8 Appesantito quando si vuole, fuori forma tutta la vita, ma la classe non s'inventa. Sembra non faccia niente di straordinario ma tatticamente è essenziale: con lui in porta il POjo va a meno 3, quando lui esce raggiunge il pareggio. Altra categoria.
Stefano: 8 Ottima prova del capitano polliano. Sempre nel vivo dell'azione, pungente come un cespuglio di ortiche.Senza Ciro arretra il proprio baricentro, in un ruolo alla Pirlo che forse gli è più consono. Dirige l'orchestra polliana senza macchia, e anche senza bacchetta, si scoprirà nello spogliatoio poi. Riccardo Muti de noantri.
Omar: 6 Prova ruvida e tonica, ma troppi appoggi sbagliati; soffre maledettamente il pressing polliano, d'altra parte nessun vorrebbe un Giggino sbuffante alle calcagna. Gommatura ed assetto da rivedere, forse ai box si sbaglia qualcosa.
Nello: 7 Quando alle 18.30 lo chiamano perchè diluvia, lui a già al campo a smontare e rimontare le porte. L'aria pizzicante del dopopioggia lo stuzzica. Meno sgroppante del solito ma molto più diligente ed efficace. Catapulta infernale.
Raffaele: 8 Per gran parte del tempo sembra voler giocare al gatto col topo; ma quando la partita si fa maschia si impegna al massimo. Sgusciante per gli avversari,sue gran parte delle reti. Decisivo.
Massimo: 6 Meriterebbe ampiamente l'insufficienza per l'enorme mole di palloni perduti; affidargli la palla vuol dire metterla in banca, ma purtroppo in un istituto argentino sull'orlo della bancarotta.Non gli riescono neanche i classici fallacci. Ma sotto Natale e dopo questa bella partita siamo tutti più buoni. Sufficiente (diciamo)

Note: La Deia dedica il prezioso pareggio a Tonino Esposito, finito sotto la propria moto perchè pioveva, faceva freddo ma lui doveva uscire lo stesso a farsi la costierata. Tutti i giocatori hanno giocato con la sciarpa rossa di Toninothon, la manifestazione nazionale che mira a raccogliere fondi per le spese ortopediche di Tonino. Anche tu partecipa a Toninothon donando col tuo celluare due euro al M.A.D.D.A.I., Motociclisti Associati Della Domenica Altamente Ingessati.

domenica 13 dicembre 2009

Aldo: “Deia, addio a fine 2009”

Non è affatto natalizio l’orpello da sbrogliare ai piani alti di Via Cavoniello. Pesano come roccocò commerciali le parole rilasciate stamane, dal pluridecorato obelisco della “seconda traversa”, ai microfoni di Quaresimale.716: “Non ho la serenità di un tempo e i miei obiettivi non coincidono più con quelli della società. Se dovessero giungere offerte a Gennaio? Ci penserei”. Il fruttuoso matrimonio (8 scudetti, 3 CotaCup e, ultimo, il Cazzimmone d’oro alla carriera) tra Aldo e la Deia sembra quindi aver raggiunto la bandiera a scacchi; non con un boato di gioia ma con un lamento. Tuttavia il “delitto” era quanto mai annunciato. L’aria di crisi che si respirava da settimane alla corte di Dos Santos è divenuta irrespirabile domenica scorsa, quando il capitano dattero-ramato al 32’ del secondo tempo abbandonava il campo al termine di un violento alterco con alcuni compagni di reparto, rei questi ultimi d’aver professato una cupidigia sportiva ai limiti della tirannia. Eppure come in un giallo di bassa lega qualcosa non torna. La liaison ha assunto nelle ultime ore i toni di un mènage à trois; secondo il settimanale “100% Rossoneri” all’ombra della Madonnina giovedì scorso pare si sia consumato un incontro “d’affari” tra i vertici deiani e Adriano Galliani. Perno della discussione i due grandi scontenti del momento: Aldo Iaccarino e Gennaro Ivan Gattuso. Si tratterebbe quindi per un presunto scambio alla pari al fine di accontentare le richieste di entrambi i calciatori. Ma la trattativa è appena all’alba. Prevedibile un lungo braccio di ferro tra le società, torchiate queste ultime dall’opprimente urlo delle tifoserie che rischiano di perdere qualcosa in più di due semplici beniamini. Il d.s. Giovanni Iaccarino è il primo a scontare le conseguenze di tale assioma: da 3 giorni gira infatti sotto scorta dopo le esplicite minacce ricevute da alcuni esponenti del facinoroso CiocoBlock, frangia estrema del tifo deiano. Stessa sorte toccata anche al desaparecido Ciccio, bersagliato quotidianamente dal sito “Folloviellovunque” per aver scelto le luci della ribalta a scapito di una fede. La Deia S.n.c., risorta dalle ceneri del Babbuccio’s Team, paga oggi le svariate manovre di marketing imposte dalla nuova gestione, dedita alle dinamiche take-away promosse dalla società odierna; un risciacquo generazionale che ha ammainato in panchina le bandiere del calcio carottese. Al leone di via Bagnulo l’ultima parola. Come titolava un celebre film di Carlo Verdone “L’amore è eterno finché dura”. Agli irriducibili l’onore di smentirlo.