venerdì 9 agosto 2013

Pagelle

Pollio Team
Felice – 9: il come back of the year porta il suo nome. Prova da incorniciare per il terzinaccio di Bruges; corre, morde le caviglie, scaglia colpi proibiti, corteggia le fidanzate degli avversari e infine la butta anche dentro, calcisticamente parlando. Da solo umilia la Deia violandola in ogni recondito anfratto. Il Daily di Caruotto lo ha definito come “perfetta fusione tra i gemelli Filippini e Hugh Grant”. Hollywoodiano.  
Stefano – 7.5: l’alchimista polliano trasforma ogni pallone in un prezioso rubino. Con uno sguardo placido e serafico, come il saggio di un noto detto, si apposta sulla riva del fiume e attende il transito della carcassa deiana, che non tarda a sopraggiungere. Famelico.
Massimo – 7.5: dopo la Vinavil un altro marchio sembra essere sulle tracce di Massimo. Le sue improvvise sterzate assecondate da una leggiadra aderenza hanno smosso i vertici della Pirelli intenzionata a studiare le suole in tungsteno del roccioso frangiflutti. “Potremmo risolvere tutti i problemi di Felipe Massa” ha dichiarato Montezemolo. Avveniristico.
Amico di Massimo – 7: il leale mastino, portato in mattinata alla corte del Pollio Team, pare uscito da un film sulla Yakuza; dinamico e solido risulta puntuale in ogni anticipo senza disdegnare fruttuose sortite offensive. Compatto.
Nello – 7: le sue ripartenze devastano il territorio deiano come neanche il miglior Attila. Abbatte gli avversari con gli occhi da toro imbizzarrito mentre da Pamplona giungono voci su un suo prossimo ingaggio. Apocalittico.
Pettorali di Nello – 9: in ombra per 5 minuti, ai primi rivoli di sudore approfittano di un’esile canotta bianca per far capolino e trasformare una tranquilla notte d’agosto in un fottutissimo spring break. Bisunti.

Deia S.n.c.
Paolo – 7: il ritorno dell’olandese volante è accolto con giubilo, dati i visibili grattacapi del sistema difensivo deiano. Lui si sobbarca l’incarico con lo sguardo di chi ha intrapreso la Via Crucis sui ceci e lo fa con encomiabile fierezza. Ultimo ad alzare bandiera bianca. Stoico.
Ciccio – 6: il suo tiro dalla distanza che ispirò il libro “Molto forte, incredibilmente vicino” è oggi una lontana chimera. Fortunatamente a sorreggerlo resta un’invidiabile cognizione di gioco. Recuperabile.
Giovannino – 6.5: parte alla grande praticando il fraseggio stretto ereditato dai padri fondatori deiani. Poi cala a picco nel tracollo del secondo tempo innervosito dalle insidie portate da Felice, dentro e fuori dal campo. Distratto.
Aldo – 6: in attesa di una forma migliore ritrova l’intesa col compagno di scorribande Giovannino. Autore di due reti chirurgiche è sulla strada del ritorno. Intramontabile.
Tonino – 4: mentre gli altri girano come Fifa 2013 lui sembra un gioco del Sega Mega Drive; inceppato, bidimensionale e munito di un solo tasto. Please, insert disk. Disastroso.  

mercoledì 7 agosto 2013

"De Martino - Vinavil" connubio vincente

Squadra che vince non si cambia: alla vigilia dell'ennesimo Deia-Pollio's la Vinavil Spa, azienda da sessant'anni leader nel settore dei collanti industriali, ha annunciato di aver rinnovato la sponsorizzazione tecnica di Massimo De Martino, scorbutico difensore polliano da sette anni leader nel settore dei rimpalli e dei rimbalzi.

 La ditta milanese ha annunciato di aver sviluppato un nuovo prodotto, il 'Rimpallin 3000', che garantisce un aumento di contrasti vinti del 20 al 23 %, secondo la formula

 R= u[(Dp x St)/M]

 dove R=rimpalli, 'Dp' indica il diametro del pallone di gioco, 'St' è invece lo spessore della tibia dell'avversario ed 'M' è il cosiddetto coefficiente latticinoso, funzione diretta del numero di mozzarelle ingurgitate da De Martino prima di ogni partita. Il tutto moltiplicato per 'u' che è una costante legata al tasso di umidità. Entusiasta del nuovo accordo, il De Martino è già impegnato da stamane alle 6.00 ad ungersi le gambe di Rimpallin in vista del derby di stasera, durante il quale potrebbe sfondare il muro dei 3.000 rimpalli in carriera, oltre a qualche rotula.


venerdì 2 agosto 2013

Pagelle, Pollio Team – Deia 4-4

Pagelle fornite da un telecronista di Piano34 dopo che la scientifica ha analizzato invano le memorie di Francesco Saverio Gargiulo e Giovanni Masturzo trovandoci solo alcuni ricordi della comunione e di un battesimo a Fregene. 

Pollio Team

Stefano 7: indispensabile nel disegno tattico polliano fa da stella polare ai suoi compagni. Quando la palla è tra i suoi piedi il tempo pare congelarsi; la sua visione di gioco farebbe impallidire uno stratega come Scipione l’Africano. Da cineteca il gol di pene. Geniale.

Omar 6.5: fiorettista dallo spirito bellico è il solito armonioso connubio tra classe e quantità. Perfettamente in palla eppur ancora timoroso nell’adoperare le sue celeberrime bordate dalla distanza. Virtuoso.

Amico di Massimo 6.5: acquistato nel pomeriggio a suon di petroldollari, e presentato in fretta e furia su uno yacht arenato sulla battigia dell’alimuri, il ragazzaccio dallo sguardo western si piazza al centro delle difesa arginando gli affondi degli indiani deiani. Tignoso.

Massimo6.5: comincia in sordina poi, prese le misure, sguscia come Alberto Tomba tra le maglie deiane. Vince ogni rimpallo costringendo la scienza a rivedere alcuni principi sul magnetismo. Caparbio.

Nello6: nella prima frazione di tempo va incaponendosi in sortite solitarie da eremita tibetano. Dopo l’intervallo è un altro Nello: quadrato ma travolgente. Ostico.

Pettorali di Nello10: oleosi come una frittura di mare fanno capolino poco prima del fischio d’inizio donando valore a una, se no banale, maglia del Celtic prestatagli da Sergio. In giornata la casacca è stata battuta all’asta per 450.000 dollari. Rinascimentali.

Deia

Ciccio7: ci ha abituato a tocchi raffinati e lanci geometrici. Questa volta accantona il pennello e sfodera una testardaggine da noir americano; prima una zuccata da veterano d’aria di rigore poi la rete del pareggio siglata sfruttando tutto ciò che Madre Natura gli ha offerto, ovvero un paio di natiche rimbalzine. Paranormale.  

Sergio7: unico con i sessanta minuti nelle gambe dona un fondamentale contributo ai primi 10 minuti di grande calcio palesato dalla deia. Quando gli amici lo abbandonano afferra, impavido, il timone della nave ricordando ai giornalisti che di Schettino a Meta ce n’è uno solo.  

Tonino6.5: sigla il 2-0 col fiuto di un cane da tartufo. Appagato dal momento di celebrità sveste i panni del mangiafuoco e indossa quelli più logori dello spaesato burattino. Collodiano.  

Giovannino 6.5: parte alla grande dispensando assist e giocate creative. Poi il jet-lag del volo da Pioppaino trasforma il predatore dell’Annunziatella in una carcassa inanimata. Rivedibile.

Aldo6: il ritorno del figliol prodigo è accolto da un boato dello stadio che lo invita nel pre-partita a una corsetta sotto la curva Roccocò; la sua partita è tutta in quel giro di campo celebrativo. Quando l’arbitro fischia l’inizio l’ossigeno ha già smesso da un pezzo di fluttuare nel corpo del baluardo di via Bagnulo. Gli amici vorrebbero coinvolgerlo nella manovra offensiva ma lui, servendosi del suo rinomato aplomb, li manda letteralmente a fanculo. Ferino.  

giovedì 1 agosto 2013

Impeto Pollio, cuore Deia

Pollio Team – Deia Team 4-4

Doveva essere una festa e lo è stata per i 10000 paramedici giunti al Campetto Paradiso. E’ necessario partire dalle immagini finali per comprendere il valore intrinseco del 54° derby della Madonnina di Cassano. Era noto agli addetti ai lavori il ritardo di condizione dei giocatori deiani al cospetto dell’ottimo stato di forma della compagine polliana, in ritiro da ben due settimane in virtù del preliminare di Cota Cup. Eppure nessuno osava immaginare di doversi trovare di fronte scene talmente grottesche e strazianti da costringere l’emittente Skyruotto a offuscarne le immagini. Chi era a bordo campo giura d’aver visto pochi minuti dopo il triplice fischio momenti di grande concitazione: pare che il cuore di Ciccio si sia fermato per svariati secondi per poi essere risvegliato tramite defibrillatore da alcuni eroici paramedici, capitan Iaccarino  è invece stramazzato al suolo riuscendo a maledire tutti i compagni di squadra e soprattutto l’organizzatore della partita, Masturzo è stato riaccompagnato a Pioppaino su un elicottero della Protezione Civile, Tonino invece di rientrare negli spogliatoi è andato dritto verso il suo entourage di psicologi, di Sergio non si hanno più notizie, qualcuno dice che dopo essersi accomodato su una panchina non si è più rialzato. Tornando alla cronaca della partita il bilancio della tragedia deiana non trova il suo corrispettivo nel computo del match. Il tabellino segna al termine un pari che soddisfa soltanto in parte il team di patron Pollio, in vantaggio di due reti sino a 5 minuti dal termine. Una partita che, seppur avara di gol, veniva marchiata nelle battute iniziali da un grande forcing deiano che in 10 minuti fruttava ben 2 marcature; prima una spizzicata di Ciccio alla Paolo Rossi e poi una zampata del lesto Tonino. Dopo un inizio arrembante e promettente agli occhi degli stolti, una violenta atrofia polmonare calava i bastioni deiani in un medioevo psicofisico di rara pateticità. Ecco quindi venir fuori l’egregia condizione fisica di Stefano & Co., caricata dal ritmo tribale dei pettorali di Nello, e in mezzora la Deia è rasa al suolo come New Orleans sotto l’onda d’urto dell’uragano polliano. 4 a 2 e risultato in cassaforte. E invece no. Nei frangenti conclusivi un sussulto Deia in pieno rigor mortis rimette in carreggiata il team del presidentissimo Paoluccio grazie a una melliflua rasoiata di Sergio. Poi il cuore, anzi il culo: un rinvio sgrammaticato di Nello impatta i michelangioleschi glutei di Ciccio catapultando in rete il pallone. 4 a 4. Giusto così. L’arbitro manda tutti a casa e il gioco del calcio si fa mestamente da parte per trasformare il campo in un lazzaretto di manzoniana memoria. Se il 55° derby avrà luogo nessuno lo sa; a deciderlo sarà lo staff medico deiano. Per il momento godiamoci un grande ritorno che nasceva come un’arena per pochi gladiatori ma che è andato trasformandosi in uno struggente cimitero degli elefanti. Grazie lo stesso.