Doveva essere una festa e lo è stata per i 10000 paramedici giunti al Campetto Paradiso. E’ necessario partire dalle immagini finali per comprendere il valore intrinseco del 54° derby della Madonnina di Cassano. Era noto agli addetti ai lavori il ritardo di condizione dei giocatori deiani al cospetto dell’ottimo stato di forma della compagine polliana, in ritiro da ben due settimane in virtù del preliminare di Cota Cup. Eppure nessuno osava immaginare di doversi trovare di fronte scene talmente grottesche e strazianti da costringere l’emittente Skyruotto a offuscarne le immagini. Chi era a bordo campo giura d’aver visto pochi minuti dopo il triplice fischio momenti di grande concitazione: pare che il cuore di Ciccio si sia fermato per svariati secondi per poi essere risvegliato tramite defibrillatore da alcuni eroici paramedici, capitan Iaccarino è invece stramazzato al suolo riuscendo a maledire tutti i compagni di squadra e soprattutto l’organizzatore della partita, Masturzo è stato riaccompagnato a Pioppaino su un elicottero della Protezione Civile, Tonino invece di rientrare negli spogliatoi è andato dritto verso il suo entourage di psicologi, di Sergio non si hanno più notizie, qualcuno dice che dopo essersi accomodato su una panchina non si è più rialzato. Tornando alla cronaca della partita il bilancio della tragedia deiana non trova il suo corrispettivo nel computo del match. Il tabellino segna al termine un pari che soddisfa soltanto in parte il team di patron Pollio, in vantaggio di due reti sino a 5 minuti dal termine. Una partita che, seppur avara di gol, veniva marchiata nelle battute iniziali da un grande forcing deiano che in 10 minuti fruttava ben 2 marcature; prima una spizzicata di Ciccio alla Paolo Rossi e poi una zampata del lesto Tonino. Dopo un inizio arrembante e promettente agli occhi degli stolti, una violenta atrofia polmonare calava i bastioni deiani in un medioevo psicofisico di rara pateticità. Ecco quindi venir fuori l’egregia condizione fisica di Stefano & Co., caricata dal ritmo tribale dei pettorali di Nello, e in mezzora la Deia è rasa al suolo come New Orleans sotto l’onda d’urto dell’uragano polliano. 4 a 2 e risultato in cassaforte. E invece no. Nei frangenti conclusivi un sussulto Deia in pieno rigor mortis rimette in carreggiata il team del presidentissimo Paoluccio grazie a una melliflua rasoiata di Sergio. Poi il cuore, anzi il culo: un rinvio sgrammaticato di Nello impatta i michelangioleschi glutei di Ciccio catapultando in rete il pallone. 4 a 4. Giusto così. L’arbitro manda tutti a casa e il gioco del calcio si fa mestamente da parte per trasformare il campo in un lazzaretto di manzoniana memoria. Se il 55° derby avrà luogo nessuno lo sa; a deciderlo sarà lo staff medico deiano. Per il momento godiamoci un grande ritorno che nasceva come un’arena per pochi gladiatori ma che è andato trasformandosi in uno struggente cimitero degli elefanti. Grazie lo stesso.
giovedì 1 agosto 2013
Impeto Pollio, cuore Deia
Pollio Team – Deia Team 4-4
Doveva essere una festa e lo è stata per i 10000 paramedici giunti al Campetto Paradiso. E’ necessario partire dalle immagini finali per comprendere il valore intrinseco del 54° derby della Madonnina di Cassano. Era noto agli addetti ai lavori il ritardo di condizione dei giocatori deiani al cospetto dell’ottimo stato di forma della compagine polliana, in ritiro da ben due settimane in virtù del preliminare di Cota Cup. Eppure nessuno osava immaginare di doversi trovare di fronte scene talmente grottesche e strazianti da costringere l’emittente Skyruotto a offuscarne le immagini. Chi era a bordo campo giura d’aver visto pochi minuti dopo il triplice fischio momenti di grande concitazione: pare che il cuore di Ciccio si sia fermato per svariati secondi per poi essere risvegliato tramite defibrillatore da alcuni eroici paramedici, capitan Iaccarino è invece stramazzato al suolo riuscendo a maledire tutti i compagni di squadra e soprattutto l’organizzatore della partita, Masturzo è stato riaccompagnato a Pioppaino su un elicottero della Protezione Civile, Tonino invece di rientrare negli spogliatoi è andato dritto verso il suo entourage di psicologi, di Sergio non si hanno più notizie, qualcuno dice che dopo essersi accomodato su una panchina non si è più rialzato. Tornando alla cronaca della partita il bilancio della tragedia deiana non trova il suo corrispettivo nel computo del match. Il tabellino segna al termine un pari che soddisfa soltanto in parte il team di patron Pollio, in vantaggio di due reti sino a 5 minuti dal termine. Una partita che, seppur avara di gol, veniva marchiata nelle battute iniziali da un grande forcing deiano che in 10 minuti fruttava ben 2 marcature; prima una spizzicata di Ciccio alla Paolo Rossi e poi una zampata del lesto Tonino. Dopo un inizio arrembante e promettente agli occhi degli stolti, una violenta atrofia polmonare calava i bastioni deiani in un medioevo psicofisico di rara pateticità. Ecco quindi venir fuori l’egregia condizione fisica di Stefano & Co., caricata dal ritmo tribale dei pettorali di Nello, e in mezzora la Deia è rasa al suolo come New Orleans sotto l’onda d’urto dell’uragano polliano. 4 a 2 e risultato in cassaforte. E invece no. Nei frangenti conclusivi un sussulto Deia in pieno rigor mortis rimette in carreggiata il team del presidentissimo Paoluccio grazie a una melliflua rasoiata di Sergio. Poi il cuore, anzi il culo: un rinvio sgrammaticato di Nello impatta i michelangioleschi glutei di Ciccio catapultando in rete il pallone. 4 a 4. Giusto così. L’arbitro manda tutti a casa e il gioco del calcio si fa mestamente da parte per trasformare il campo in un lazzaretto di manzoniana memoria. Se il 55° derby avrà luogo nessuno lo sa; a deciderlo sarà lo staff medico deiano. Per il momento godiamoci un grande ritorno che nasceva come un’arena per pochi gladiatori ma che è andato trasformandosi in uno struggente cimitero degli elefanti. Grazie lo stesso.
Doveva essere una festa e lo è stata per i 10000 paramedici giunti al Campetto Paradiso. E’ necessario partire dalle immagini finali per comprendere il valore intrinseco del 54° derby della Madonnina di Cassano. Era noto agli addetti ai lavori il ritardo di condizione dei giocatori deiani al cospetto dell’ottimo stato di forma della compagine polliana, in ritiro da ben due settimane in virtù del preliminare di Cota Cup. Eppure nessuno osava immaginare di doversi trovare di fronte scene talmente grottesche e strazianti da costringere l’emittente Skyruotto a offuscarne le immagini. Chi era a bordo campo giura d’aver visto pochi minuti dopo il triplice fischio momenti di grande concitazione: pare che il cuore di Ciccio si sia fermato per svariati secondi per poi essere risvegliato tramite defibrillatore da alcuni eroici paramedici, capitan Iaccarino è invece stramazzato al suolo riuscendo a maledire tutti i compagni di squadra e soprattutto l’organizzatore della partita, Masturzo è stato riaccompagnato a Pioppaino su un elicottero della Protezione Civile, Tonino invece di rientrare negli spogliatoi è andato dritto verso il suo entourage di psicologi, di Sergio non si hanno più notizie, qualcuno dice che dopo essersi accomodato su una panchina non si è più rialzato. Tornando alla cronaca della partita il bilancio della tragedia deiana non trova il suo corrispettivo nel computo del match. Il tabellino segna al termine un pari che soddisfa soltanto in parte il team di patron Pollio, in vantaggio di due reti sino a 5 minuti dal termine. Una partita che, seppur avara di gol, veniva marchiata nelle battute iniziali da un grande forcing deiano che in 10 minuti fruttava ben 2 marcature; prima una spizzicata di Ciccio alla Paolo Rossi e poi una zampata del lesto Tonino. Dopo un inizio arrembante e promettente agli occhi degli stolti, una violenta atrofia polmonare calava i bastioni deiani in un medioevo psicofisico di rara pateticità. Ecco quindi venir fuori l’egregia condizione fisica di Stefano & Co., caricata dal ritmo tribale dei pettorali di Nello, e in mezzora la Deia è rasa al suolo come New Orleans sotto l’onda d’urto dell’uragano polliano. 4 a 2 e risultato in cassaforte. E invece no. Nei frangenti conclusivi un sussulto Deia in pieno rigor mortis rimette in carreggiata il team del presidentissimo Paoluccio grazie a una melliflua rasoiata di Sergio. Poi il cuore, anzi il culo: un rinvio sgrammaticato di Nello impatta i michelangioleschi glutei di Ciccio catapultando in rete il pallone. 4 a 4. Giusto così. L’arbitro manda tutti a casa e il gioco del calcio si fa mestamente da parte per trasformare il campo in un lazzaretto di manzoniana memoria. Se il 55° derby avrà luogo nessuno lo sa; a deciderlo sarà lo staff medico deiano. Per il momento godiamoci un grande ritorno che nasceva come un’arena per pochi gladiatori ma che è andato trasformandosi in uno struggente cimitero degli elefanti. Grazie lo stesso.
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